Da domani a domenica sarò qui. Tutte le sere, tranne una, se un po'mi conoscete sapete quale :)


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Da domani a domenica sarò qui. Tutte le sere, tranne una, se un po'mi conoscete sapete quale :)

La serata di ieri me la ricorderò a lungo, credo. A casa a mettere in ordine prima del ritorno dei miei, guardo a tratti il Brasile in TV, poi vedo sul blog di Dietnam i filmati su Italia - Germania del 2006, colto dalla nostalgia mi metto a cercarne altri su youtube (che poi li avrò visti mille volte in quel periodo), dopodiché mi sposto su indie-rock.it, vado nella sezione prossime uscite e mi ricordo che tra un paio di mesi ci sarà il disco dei Mew, vado sul loro MySpace e ascolto due canzoni, che ovviamente spaccano. Mi dico "massì lo scrivo su Facebook che ste canzoni spaccano, vediamo se il Colaz mi risponde". Vado su Facebook e leggo che la gente dice che Micheal Jackson è morto.
Ommadonna, penso, e subito mi viene in mente la colonia in Valtellina dove sono stato tutti i miei agosti tra i 10 e i 13 anni di età, posto, gente, vacanza meravigliosa ogni volta, ancora adesso la ricordo in modo davvero molto intenso. Tra gli ascolti più gettonati tra noi ragazzini della colonia c'era ovviamente Micheal Jackson (gli altri erano Madonna, Bon Jovi, Terence Trent D'Arby [sic, e comunque a me non piaceva] e il primo Jovanotti, quello di Jovanotti For President). Si ascoltava Thriller, e ricordo che a tutti piacevano o la stessa Thriller o Billy Jean e invece la mia preferita era Wanna Be Starting Something. Comunque insomma anche in seguito Micheal me lo sono ascoltato spesso e volentieri, anche se di suoi dischi non ne ho mai avuti, nemmeno registrati (com'erano lontani i tempi dei cd masterizzati, figuriamoci quelli degli mp3, radiolina col duplicatore di cassette e via andare).
Credo che la morte di Jackson ci colpisca proprio per questo suo legarsi ai nostri ricordi piacevoli, io sono convinto che tutti, come me, ne hanno uno legato a lui. E poi perché tutti i personaggi con cui abbiamo a che fare fin dai primi anni in cui ci interessiamo a quello che succede nel mondo, ci sembrano immortali. Voglio dire, vi immaginate la morte di Pippo Baudo, o di Giulio Andreotti, o della stessa Madonna? No, non si riesce ad immaginarla perché non siamo mai stati nella situazione in cui queste persone non esistevano per noi, della loro esistenza siamo sempre stati a conoscenza. E invece Micheal Jackson non c'è più, e io non l'ho nemmeno mai visto dal vivo, ho visto solo Janet, sua sorella, che ai tempi aveva fatto un disco, The Velvet Rope, che ancora oggi non mi vergogno a definire bellissimo. Anche le canzoni di Micheal sono bellissime, mi ricordo quando una voltadiscussi con Simon (strano) su quanto sia stato influente Micheal Jackson, e io dicevo che secondo me non lo è stato per niente, per quanto riguarda quello che piace a me, e continuo ad esserne convinto, però cavolo lui si è davvero saputo trovare uno stile riconoscibile e avanti rispetto ai tempi, e poi che melodie, belle e tante, mica solo una per caso.
Del personaggio, come in tutti i casi, non mi interessa niente. Era pedofilo? Forse, non lo si è mai dimostrato. Si è voluto fare la pelle bianca? Cavoli suoi, non lo giudico, come concetto mi fa schifo ma ognuno fa quello che si sente, finché non fa del male agli altri. L'impressione è che lui abbia fatto tanto male soprattutto a sé stesso, infatti morire così a 50 anni ne è la dimostrazione. So long, Micheal.
Enver mi ha chiesto di elencare, motivando le mie scelte, i 10 dischi italiani che mi porterei su un'isola deserta.
Potevo forse tirarmi indietro di fronte a questa richiesta? Certo che no.
E allora ecco quelli che ho scelto.
Devo dire che ho fatto bene a non guardare prima le scelte degli altri, altrimenti avrei messo senz'altro i Non Voglio Che Clara, solo che mi sarei spaccato la testa per decidere al posto di chi, e poi non sarebbe stato autentico, ma sarebbe stato un contributo condizionato. Meglio così.
Ok, lo chiedo anche qui, oltre che su Facebook, e anzi, lo farò in modo più articolato.
Chiedo che qualcuno abbia voglia di convincermi a votare sì oppure no ai tre quesiti referendari di domani. Al momento su quello delle candidature multiple voto sì, ma sui primi due voto no. Il perchè è presto detto: secondo me il voler costringere i componenti del sistema politico italiano attuale ad alleanze forzate tra loro non è una cosa buona, non crea la stabilità che si crede ma crea soltanto maggiori tensioni. Quando ci fu il referendum che portò dal proporzionale al maggioritario, io la pensavo così, e credo che i fatti mi abbiano dato ragione. Ora si vuole cambiare la legge elettorale proponendo il bipartitismo ovvero... un'estremizzazione del maggioritario! Io rivoglio il sistema proporzionale, o in generale voglio una legge che non crei alleanze di forma ma ricattabilità nella sostanza, non voglio che la politica si debba per forza schierare o da una parte o dall'altra, ma voglio la possibilità che ci siano le sfumature.
Mi si dirà: ma è così in tutta Europa, e anche in America. Certo, ma è diversa la mentalità, la cultura e soprattuto la caratura politica dei politici stessi. Purtroppo si deve tenere conto della bassezza del livello dei politici italiani, e non si può nemmeno sperare che se ne vadano genericamente a casa. Questi sono i politici che abbiamo e che continueremo ad avere, quindi è il caso di adattare le regole a quello che ci ritroviamo nostro malgrado.
vediamo se qualcuno mi convince del contrario :)
Copncollo quanto ho scritto sul forum di indie-rock
Io se fossi nel Pd penserei molto di più a preoccuparmi del mio calo di voti piuttosto che a rimarcare la mancata crescita del Pdl. Le elezioni dell'anno scorso non hanno insegnato che non bisogna convincere l'elettorato del Pdl a cambiare idea, che quello è impossibile, ma bisogna evitare che i delusi da Berlusconi votino Lega e Udc invece che il Pd. Io resto un sostenitore del Pd, resto dell'idea che sia stato giusto evidenziare i comportamenti della vita privata di Berlusconi incompatibili con la sua carica di premier, però spero che adesso si riesca a convogliare presso di noi quel tipo di elettorato, che tanto i berlusconiani convinti resteranno tali.
Edit comunque quelli che hanno scritto BERLUSCONI sulla scheda delle elezioni europee hanno la merda nel cervello. E sono 2 milioni e 700mila. Io capisco tutto, ma mettere la preferenza a uno che comunque si sa che non farà il parlamentare europeo significa solo avere la merda nel cervello, senza se e senza ma.
Il boicottaggio del Miami è ormai cosa fatta.
Venerdì devo giocare a basket, sabato ci sarebbe Denise, ma spenderci 10 euro solo per lei anche no (soprattutto se al Forum ci sarà un evento che speriamo non ci sia, questa la capiscono solo gli appassionati di basket), domenica ci sarebbero i Valentina però boh, sta cosa che non hanno messo gli orari mi rompe, cioè che devo fare, arrivare lì senza sapere a che ora suonano i (pochi) gruppi che mi interesserebbero?
Il problema è che più ci penso e più mi convinco che una bella astensione di massa rappresenterebbe la giusta lavata di capo per un'organizzazione che ha in mano la cosa più figa del mondo e la sta gestendo in modo ridicolo. E ovviamente perché possa sperare nell'astensione di massa, il primo a doversi astenere dovrebbe essere il sottoscritto, se no predicherei bene e razzolerei malissimo.
Lo riservo solo ai lettori del blog, perchè se lo meritano.
Il consiglio è il secondo disco di (o dei? boh) Levy, intitolato Glorious.
I più attenti si erano senz'altro accorti dell'esordio Rotten Love, come disse Riccardo, una sorta di Belle & Sebastian in versione elettrica (con "i più attenti" mi riferivo a lui che me l'aveva segnalato ai tempi, che se fosse stato per la mia, di attenzione o presunta tale, stavo fresco). Ora, in uno dei miei giri nei negozi dell'usato a Londra me lo trovo davanti al prezo di 1 pound, e io nemmeno sapevo che fosse uscito un secondo disco (vedasi l'attenzione di cui sopra). Compro, ovviamente, e ascolto. Direi che il suono si irrobustisce un minimo, ma proprio un minimo, e il tutto suona ancora più classico e un po'più newyorkese e meno britannico. L'ispirazione melodica e l'espressività sono quasi le stese dell'esordio, quindi si tratta di un altro grande disco.
Ascoltatelo e sappiatemi dire.
E fu così che il nostro eroe, dopo mesi che attendeva il concerto dei Glasvegas nella propria città, scoprì solo 4 giorni prima che sarebbe stato costretto a perderselo perchè il suo capo aveva deciso che ci doveva andare lui, a Roma, ad un convegno che terminerà alle 18.
Meno male che li ho visti l'estate scorsa al Summercase, sennò avrei sbattuto la testa contro il muro per tutta la notte.
EDIT e fu così che, vista la mancanza di treni utili per tornare indietro (incredibile come l'ultimo treno per tornare da Roma la sera sia alle 19.30) e la volontà del capo di non mandarlo in aereo per nessun motivo, il nostro eroe domani potrà andare al concerto.
Una volta tanto, W l'inefficienza delle FS!!!